Università del Salento

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Cenni storici

Il MAUS è stato realizzato nel quadro del Progetto Coordinato Catania Lecce, in conseguenza di una necessità che prendeva origine da una proposta del 1979, presentata da Livio Ruggiero, di istituire un Museo di Storia Naturale dell'Università dove custodire il patrimonio culturale e scientifico che aveva già reso importante la città nel XIX secolo.

La proposta ricevette l'attenzione di alcuni docenti universitari, Maria Teresa Carrozzo, Saverio Mongelli, Ferruccio Zuanni tra i più favorevoli, e di alcuni appassionati, tra cui Angelo Varola, Cesare Borgia, Antonio Meleleo, che decisero di fondare una associazione scientifica a supporto della proposta di museo.

Nel 1982 fu istituito il Gruppo Naturalisti Salentini che colse l'occasione della conferenza nazionale per il progresso della Scienza, tenuto in Lecce, per presentare ufficialmente il progetto di Museo.

L'arttività del gruppo fu rivolta soprattutto alla raccolta di materiale paleontologico dalle cave disseminate nel territorio, grazie alla intensa attività di A. Varola, paleontologo di professione, e di A. Meleleo e C. Borgia, appassionati competenti. Le collezioni paleontologiche furono via via arricchite anche da riproduzioni artificiali (calchi di reperti originali) realizzate da A. Varola, e dalla strumentazione scientifica storica proveniente dal Collegio Argento, in fase di ristrutturazione in quel periodo, oggi Museo Archeologico Provinciale.

Nella cittadina di Surbo, il rinvenimento di un interessante deposito di piante fossili del Cretacico, ispirò una esposizione temporanea dell'intera collezione di fossili, e un'altra ne fu realizzata a Specchia, alla presenza inaugurale del Ministro della Pubblica Istruzione. Successivamente (1991, 1993), altre due grandi mostre furono organizzate nel castello di Carlo V in Lecce con grande successo di visitatori.

l'intera collezione, via via più ricca, venne in seguito custodita presso i locali della Università di Lecce dal 1995 al 1997, grazie alla disponibilità dell'allora rettore Angelo Rizzo, e ai membri rimasti del gruppo fondatore, L.Ruggiero, A.Varola, A.Meleleo, che continuarono a raccogliere reperti. Furono questi fondatori che giunsero a vedere la realizzazione del progetto e la costruzione del Museo tra il 1999 e il 2001.

Con la realizzazione del Museo, finanziata dal Progetto Coordinato Catania-Lecce, la squadra del  MAUS si arricchì della partecipazione di Ferdinando Boero, Biologo Marino dell'Università del Salento e già responsabile del Museo di Biologia Marina.

Oltre ai protagonisti già citati, Roberto Pagliara ha curato le strumentazioni informatiche fino al 2012, Alberto Gennari ha realizzato i disegni e i pannelli che lo hanno reso noto anche al di fuori del Salento, Fabio Tresca ha realizzato le grafica e le scene dei vari prodotti del MAUS, Francesco Micocci ha collaborato alla realizzazione delle esibizioni fino al 2010, Gennaro Rispoli, dal laboratorio di Micrometeorologia, e Diego Brando, un volontario, si sono occupati della stazione meteoclimatica.

Dal 2013 al 2017, con l'apertura al pubblico del museo ristrutturato, pur nella sua posizione decentrata, extraurbana, il MAUS ha accolto 4450 visitatori (principalmenbte non universitari), organizzato 4 mostre tematiche, pubblicato 4 cataloghi online disponibili al mondo intero. Gli studi, impossibili localmente, ma affidati a studiosi esterni, hanno fruttato la descrizione di 4 olotipi aggiuntivi ai 4 già disponibili, praticamente raddoppiando il valore del patrimonio scientifico-naturalistico del MAUS. L'inventario della collezione paleontologica, ancora incompleto, ha superato il n. 2000 relativamente ad oltre 8400 pezzi (con esclusione delle collezioni Ruggiero e Santamaria, che hanno un inventario a parte).

Genuario Belmonte

 

 

01 Gennaio 2014


Data ultimo aggiornamento: 21.06.2018